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Viaggio nel Delta del Po
Il Delta e la sua evoluzione
Dal punto di vista geologico, un Delta è un accumulo di sedimenti sabbiosi, argillosi e limosi trasportati dal fiume. La maggior parte del sedimento che giunge ad un delta è portato dalle piene.
Il Delta del Po è la più grande zona umida italiana ancora esistente ed è uno straordinario patrimonio naturalistico d'importanza europea. Geologicamente parlando, è il territorio più giovane del nostro paese. L'apparato deltizio ha subito una naturale millenaria evoluzione, cui si sono aggiunte massicce trasformazioni da parte dell'uomo.
I monaci benedettini dell'Abbazia di Pomposa furono i primi a prosciugare le paludi per disporre di terreno agricolo; ma la prima vera e massiccia bonifica fu effettuata dagli Estensi, signori di Ferrara, che già nel XVI secolo sconvolsero i territori deltizi con lavori di scavo, di arginatura, di prosciugamento di valli e paludi.
Anche la Repubblica di Venezia, tra il 1598 ed il 1604, intervenne in quest'area deviando verso sud l'asse principale del Po per evitare l'inesorabile interramento della laguna; e con questa grande opera di ingegneria idraulica detta "Taglio di Porto Viro", inizia la costruzione del delta Moderno.
Attualmente dopo aver attraversato quasi tutta la Pianura Padana, il Po in prossimità della foce, si suddivide in diversi rami di cui il principale è il Po di Venezia che nella parte conclusiva del suo tragitto assume il nome di Po di Pila, il quale a sua volta sfocia in mare suddividendosi in altri tre rami (da Nord a Sud): Busa di Tramontana, Busa Dritta e Busa di Scirocco. Ma non sono da dimenticare le altre diramazioni che costituiscono il Delta cioè il Po di Goro, il Po della Donzella, il Po delle Tolle e il Po di Maistra. Per quanto riguarda il Po di Levante va detto che questo ramo è ormai isolato dal sistema del Delta al quale è collegato solo con un piccolo canale artificiale (Biconca di Volta Grimana)